HomePage - Centenario - Cento anni di Oratorio 1909-2009

PRESENTATO IL VOLUME SUL CENTENARIO DELL'ORATORIO

Il volume sui cento anni dell’oratorio di Borgomanero, inaugurato il 9 maggio 1909, è stato presentato domenica 18 gennaio alla presenza del parroco don Giovanni Galli, del sindaco Anna Tinivella e dell’assessore alla cultura Ignazio Stefano Zanetta e degli autori. Sponsor dell’opera la ditta Olivari di Borgomanero. Il libro (stampato da Terra Promessa, edita dalla Sdn) racconta i momenti principali del secolo oratoriano a Borgomanero, dal fondatore “il curatino” don Gaudenzio Strola, ai al Circolo Pagani di Azione Cattolica, alle esperienze degli anni trenta e Quaranta con don Francesco Maria Gambaro e quindi quelle degli anni Cinquanta –favolosi per iniziative- con don (oggi monsignor) Pierfranco Pastore e con don Giovanni Galli; poi gli anni Sessanta delle contestazione e via via fino alle attività degli ultimi decenni.
Quanto viene ricavato dalla distribuzione del volume è tutto utilizzato per i lavori in corso all’oratorio di ampliamento della sala convegni che avrà una capienza di quasi 300 posti a sedere. All’incontro di domenica, presentato dal brillante Marco Barattini, il sindaco Anna Tinivella ha ricordato gli anni passati all’oratorio, “ma in quello femminile” di piazza XXV Aprile: allora vi era un oratorio femminile ed uno maschile; oggi vi è l’oratorio parrocchiale di viale Dante.
Ancora Tinivella si è soffermata sull’oratorio come “punto di riferimento essenziale, che cresce in un contesto ricco di valori umani e di orientamento educativo”. Il sindaco si è rifatto anche al suo programma elettorale in cui è prevista vasta collaborazione fra istituzione civile ed oratorio.
Gli stessi concetti sono stati ribaditi da Ignazio Stefano Zanetta, che ha ringraziato l’attuale assistente don Riccardo Zaninetti per l’impegno che svolge a favore di tutta la comunità ed aggiunto che l’oratorio “fa parte delle nostre tradizioni cristiane e cattoliche ed è un importante centro di aggregazione”.
Don Giovanni Galli ha spiegato che qualche decennio fa vi erano due oratori uno per le femmine ed un altro per maschi, ma che unico era il modello educativo: “Poi si è passati ad un nuovo orientamento di  co-educazione, ma che va sempre accompagnata da un valido progetto affinché il risultato sia efficace”.
Il prevosto ha aggiunto che “l’oratorio non va visto come un’isola staccata dalla comunità, ma ne è una parte  verso cui  tutti debbono sentirne partecipe”.
Legata alla qualità dell’accoglienza i nuovi lavori: “La questione spazio non è quasi mai presente nelle parrocchie di piccole dimensioni, qui invece è problema quotidiano  per questo si è deciso per l’ampliamento”.

Foto Fondovalle

Foto Fondovalle

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