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19 APRILE 2009
FIACCOLATA DEL CENTENARIO

Pioveva a Borgomanero il mattino di domenica  19 aprile e il cielo non lasciava trasparire miglioramenti. Pioggia anche in valle Vigezzo. Nuvole basse coprivano parzialmente le montagne coperte di neve fino ad un’altezza di poco superiore ai mille metri.

A Re, nella gole del torrente Melezzo che qui ha già superato la linea spartiacque,  discendendo verso Locarno nel canton Ticino, tirava anche un vento gelido.

Si direbbe una brutta giornata di primavera. Invece domenica 19 aprile è stata una giornata memorabile, storica per l’oratorio parrocchiale di Borgomanero che celebra i cento anni di fondazione. Si doveva svolgere la fiaccola a staffetta e, nonostante tutto, a nessuno è passato per la mente di sospenderla per il maltempo. Anzi, alla fine, la pioggia è apparsa un “avversario”  facilmente battibile.

I tedofori sono stati cento, giovani giovanissimi ed anche ultrasessantenni, i chilometri da percorrere 85, da Re attraverso una valle Vigezzo chiusa in casa, ma resa vivace e colorita dalla fiaccola e da chi ne era, in tutti i modi protagonista e dopo la “Valle dei pittori” la ventosa Ossola verso Masera, Beura, Vogogna, Premosello Chiovenda, Ornavasso e il Cusio con Gravellona Toce, Omegna, Brolo, Nonio, Cesara, Alzo, San Maurizio d’Opaglio, “la strada dei rubinetti” e…Borgomanero.

Alle 10, Re ha incominciato a colorirsi di suoni borgomaneresi ed alle 11 è iniziata la Messa nel Santuario della Madonna del sangue (una quadro della Vergine venne sfregiato da uno squilibrato ed il volto della Madonna sanguinò per venti giorni: ci sono documentazioni ufficiali che lo confermano). Il rito è stato presieduto da don Giovanni Galli, prevosto di Borgomanero ed accompagnato dalla Corale diretta da Matteo Riva con Mattia Zanetta all’organo.

Poco prima di mezzogiorno, l’accensione della fiaccola e quindi il pranzo, molto spartano, ma anche molto famigliare, consumato all’ oratorio di Re.
Alle 13, dall’ingresso antico del Santuario, la partenza. Primo tedoforo Riccardo Cavallazzi. Poi una girandola di altri tedofori che hanno corso (corso, non camminato) chi per un chilometro, chi anche per due, chi per cinquecento metri.  Tutti si sono impegnati in modo gioioso, ma serio, dando quello che potevano. Il giovane che è allenato a correre ha impiegato 4 minuti e forse meno, i signori anche sette, ma tutti hanno fatto fruttare al meglio “i talenti” di cui dispongono.

I tedofori andrebbero tutti menzionati al pari di chi ha dedicato ore ed ore, da mesi, per l’organizzazione, che ha funzionato come un orologio svizzero (paragone obbligato visto che la vicinzan di Re con la Confederazione Elvetica).  Non si può tacere però della mamma di don Riccardo Zaninetti, assistente dell’Oratorio, Ermanna che ha preso a fiaccola all’uscita di Vogogna e dello stesso don Riccardo, che percorso il tratto attraverso Gravellona Toce.

Alle 20.30, tutto secondo programma, l’arrivo nel cortile del Collegio Salesiani e poi tutti insieme verso l’oratorio di viale Dante. Nel salone (all’interno, ancora per qualche goccia che veniva dal cielo) l’accensione del braciere, preghiere, e la lettura di quanto era contenuto in messaggio scritto su una carta a pergamena, partita da Re: “Andate ed annunciate il vangelo fino ai confini della terra” (Atti, 1 – 11).

Il braciere rimarrà acceso per tutta la durate delle manifestazioni del centenario, mentre, evidenziate anche dai panelli alla chiesa dell’oratorio (il campanile ha un’illuminazione tutta particolare) e davanti alla collegiata di san Bartolomeo.


 

(cliccare qui per ingrandire la foto di gruppo)


Foto Bilbao

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