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Sempione - N°19 >
Borgomanero,
1O maggio 1909.
Dal
Sempione - N°19
Borgomanero,
1O maggio 1909.
L'animo
nostro è ancora sotto la dolce impressione della
festa di ieri: una di quelle feste spontanee e care per
la partecipazione cordiale di tutto il popolo, all'infuori
di fragorosi richiami.
Da tempo si sentiva troppo fra di noi il bisogno di un
istituto che raccogliesse amorevolmente la gioventù
per istruirla, educarla ed indirizzarla agli ideali sempre
cari della Religione e della Patria. Vent'anni fa le Congregate
di S. Giuseppe avevano iniziato fra di noi un oratorio
festivo: pochi erano i frequentanti per la ristrettezza
del locale, ma tanti furono i frutti da far desiderare
una ripresa più stabile e larga dell'istituzione,
che allora in breve dovette cadere per insufficienze finanziarie.
L'anima generosa e buona del Curato Strola, riorganizzò
otto anni fa un primo gruppo di oratoriani, che sotto
la direzione sua vigile ed attiva crebbe tanto sino a
richiedere un locale spazioso e più consono alla
generosa iniziativa. Ed abbiamo assistito commossi, l'otto
novembre dello scorso anno, alla processione di trecento
baldi ragazzi che dal locale provvisorio di casa Dulio
trasportavano fra lieti cantici la statua della Madonna
al nuovo oratorio che si aderge, lambito dall'Agogna,
presso il vecchio Cimitero, su d'un altipiano ridente
di sole e di vita. I nuovi locali si aprono belli e spaziosi
nella libertà sempre cara della campagna, in mezzo
ad un'aria balsamica e forte: una chiesina a sinistra
di chi entra tutta grazia e ispiratrice di soave divozione,
uno spazioso e lungo porticato a destra con la palestra
e gli svariati attrezzi da giuoco pei fanciulli e in fondo
al vastissimo cortile un salone per adunanze e per teatro
di proporzioni grandiose, alcune sale per la direzione
e varii locali pel custode, ecco il nuovo oratorio cotanto
ammirato domenica da una folla compatta e continua ed
onorato dalla presenza desiderata dell'Eccellentissimo
nostro Vescovo Mons. Gamba.
Il suono festoso delle nostre armoniose campane ce ne
annunciava la mattina per tempo l' arrivo ed una fiumana
di popolo riverente e commosso si riversava nel massimo
nostro Tempio a far corona a 250 fanciulli e bambine che
da Monsignore ricevevano trepidanti la prima volta, fra
fervide preci e canti soavi, il Pane Eucaristico.
Più tardi, seguito da una moltitudine stragrande
di popolo festante, Mons. Vescovo passava all'oratorio
festivo e, mentre nella breve visita dei locali l'ammirazione
della grandiosità e praticità di essi, accompagnate
alla bella semplicità del vigoroso stile lombardo,
si accresceva in Lui si a commoverlo vivamente, il curato
Strola, l'infaticabile fondatore e direttore dell'oratorio
stesso, dava con parole che rivelavano la più forte
emozione il saluto a Monsignore e pregavalo che tosto
volesse procedere alla benedizione dei locali. Frattanto
i fanciulli, che dalla generosita del Direttore dell'oratorio
erano stati rifocillati con una abbondante colazione,
si vedevano appressare il momento sospirato della premiazione.
Prima della quale, il curato Strola lesse una elaborata
relazione, ricca di ottimi dati tali da far sperare nei
locali nuovi una vita piu prosperosa e più vasta
di varie centinaia di giovani e di fanciulli perspicaci
di mente ed animati dalle più belle doti di cuore.
Centosessanta furono i premiati sopra 385 ragazzi che
frequentarono normalmente l'oratorio e con essi Monsignore
si intrattenne a lungo, ammirato del loro contegno, istillando
nel cuore loro giovane dei nobili sensi cristiani e patriottici.
La cerimonia inaugurale fu chiusa al mattino dalla processione
con la statua della Madonna nel vasto cortile dell'oratorio:
vi partecipò anche un numero stragrande di popolo
commosso dalla semplicità cara della funzione,
mentre sul volto infantile delle varie centinaia di oratoriani
disegnavasi la più dolce soddisfazione di portare
Maria Santissima a prendere possesso dei locali che la
generosità e lo zelo del curato Strola avevano
per loro in breve innalzati.
Improntata alla più schietta letizia e cordialità
fu la refezione che il nostro buon Prevosto offri a Monsignor
Vescovo ed al numeroso clero.
Alle quattordici un piccolo corteo entrava nel cimitero,
che il genio dell'architetto Stetano Molli regalò
al paese suo nativo, per assistere alla traslazione delle
spoglie del prevosto Felice Piana che tante care e dolci
memorie risveglia ancora nella totalita delle nostre popolazioni
ed a cui si intitola il nuovo oratorio. L'artistica bara
fu tolta dal loculo provvisorio nella cappella del benefattori
a sinistra e portata da quattro sacerdoti, fra la commozione
più intensa attraverso il lungo corridoio in cui
si inseguono maestose le tombe, mentre dai presenti si
alterna va con Monsignore la recitazione mesta del Miserere
fu riposta definitivamente in un loculo della tomba dei
sacerdoti situata sotto a grande chiesa.
Più tardi in Collegiata, dopo il canto solenne
dei Vesperi, Monsignor Vescovo esternò ai numerosi
convenuti tutta la sua soddisfazione per la festa solenne
a cui assisteva e tratteggiando in breve le preziose doti
che adornano Maria incita vali ad amarla ed a seguirla
costantemente.
Alle cinque il grandioso salone dell'Oratorio rigurgitava
di un'eletta di borgomaneresi che acclamavano monsignor
Vescovo venuto anch'egli a presenziare alla solenne accademia
musicale e letteraria. Si trascorsero due ore indimenticabili.
L'orchestra composta di alcuni membri del Circolo Unione,
che gentilmente vollero prestarsi, da alcuni professionisti
di Novara e da uu gruppo di dilettanti locali, istruita
dall'egregio maestro Bogliani, e diretta dal bravo maestro
don Jose Zani- netti, avvinse spesso coll'esecuzione di
svariata e sentita musica, l'animo dei presenti che acclamavano
sì alla valentia degli esecutori, come alla franchezza
incomparabile ed alla intelligente declamazione di poesie
e di discorsi da parte di alcuni vispi fanciulli dell'Oratorio.
Del discorso commemorativo del prevosto Piana letto dal
teologo Cavigioli, tempra forte di studioso e di pensatore,
vorrei tentare un riassunto. Ma da esso esulerebbero certo
la precisione di parola, l'aurea semplicità di
stile, la fedele descrizione dei tempi del prevosto Piana
e sopratutto quella impareggiabile e fervida genialità
di concetti che strapparono molte volte dall'uditorio
ammirato i più calorosi applausi. Fedelissimo nella
rievocazione storica dei tempi del Piana, ne ri- assunse
con amore la vita santamente operosa e rilevando quanto
grande fosse stata l'opera del Prevosto Piana pei borgomaneresi
suoi, il teologo Cavigioli passò a tratteggiare
la perfetta corrispondenza dei borgomaneresi al Santo
prevosto. Mons. Vescovo ebbe in fine parole di ammirazione
per l'opera generosa del curato Strola, per il clero e
pel popolo di Borgomanero, al quale raccomandò
l' istruzione religiosa e di sostenere sempre in tutti
i modi l'oratorio festivo.
La festa poteasi oramai dire chiusa, se non che, non ostante
il piovischio e la sospensione del concerto musicale per
il tempo cattivo, numerosissimi sino a tarda ora si succedettero
nella visita degli splendidi locali.
A termine di queste brevi note non possiamo tralasciare
una parola di ammirazione sincera e calorosa per l'opera
instancabile dell'egregio curato Strola. Egli che dell'
oratorio fu l'iniziatore, ne fu sempre la vita e con l'
affetto più che paterno e con le cure sollecite
si crebbe attorno non poche centinaia di bravi giovani
educati ai più sani principi ed alle idealità
più care. Non badò a sacrifici e solamente
per lo zelo e la munificenza sua Borgomanero può
oggi gloriarsi di avere un oratorio modello, donde usciranno
cittadini che terranno sempre alto il prestigio ed il
decoro di questo nostro paese. Al curato Strola i nostri
ringraziamenti; che se a noi non fu dato il piacere di
dividere coi fanciulli che s'accostarono la prima volta
domenica, da Lui assistiti, alla SS. Eucaristia, la soddisfazione
di offrirgli un plastico ricordo a segno della più
cara riconoscenza, a noi, a tutto il paese è pur
dato di partecipare a questa e di dimostrare sempre, assecondando
e sostenendo le generose iniziative del bravo Curato,
quanto sia nel cuore delle famiglie apprezzata e benedetta
l' opera sua di vero continuatore delle opere in-dimenticabili
del prevosto Piana.
Dall' Azione Novarese -N. 39
Visione
che sfugge.
"
Tale precisamente ci sembrò la giornata di domenica
col suo vario programma eseguito con scrupolosa precisione
dal Vescovo Mons. G. Gamba. Dalla vecchia e non alta torre
scoccavano le sei ore matutine, e già era arrivato
Egli fra noi portato da un intenso desiderio di ripetere
l'affermazione del suo paterno affetto a un popolo che entusiasticamente
ama il suo Vescovo.
La prima Comunione a tre centinaia di fanciulli d 'ambo
i seslii fu la prima commovente funzione. Con quanto slancio
s'innalzava davanti l'altare allora la preghiera dei pargoli
fatti seri e composti dalla solennità del momento!
Il popolo numeroso faceva corona a questi angioletti che
dalla destra del loro Vescovo ricevevano il Pane Eucaristico.
Si sentivano felici! Oh almeno non perdessero mai il senso
fine di questa felicità verace! Cessano le onde sonore
della voce del signor Zaninetti che accompagnato dal figlio
D. Iosé seduto all'organo ha fatto eco con devoti
mottetti alle puerili; e il Vescovo parla. Qual meraviglia
che Egli parli? Non è l'apostolo di tutti, specie
della gioventù? Il cuore di Lui è troppo sensibile
e non può non aprirsi per effondersi tra i figli
buoni. Ricordate 'o bimbi innocenti, i suoi preziosi suggerimenti,
rioordateli voi pure, 'o genitori, ai quali fu indirizzata
una parola speciale.
Dal nostro collegio Manzoni diretto da buoni sacerdoti è
partita una preghiera riverente al Vescovo perchè
si degni passarvi qualche minuto; e il buon Vescovo è
là ricevuto dalla Banda del collegio fra altri fanciulli
sorridente e soddisfatto. Di qui per il Corso ornato a sandaline
festive si giunge al nuovo locale ad uso Oratorio festivo.
Ma un'onda di popolo è già andato a vanti
acclamando al Vescovo mentre la banda del borgo suona allegramente.
Dai superbo salone-teatro si sprigionava un vocio di quattro
centinaia di frugolini che all'entrar del Vescovo non sanno
più contenersi. Il Direttore C. Strola domanda che
ad ogni altra cerimonia preceda la benedizione del Signore
sulla Casa, e Monsignore è lieto di aderire subito
a questo desiderio santo. Segue poi la premiazione degli
oratoriani più diligenti segnalati in una breve relazione
letta dal detto sig. Direttore.
Passati quindi alla cappelletta interna, si svolge una devota
processione nell'ampio cortile, dove vien portata in trionfo
la Madonna dell'Oratorio. Nelle prime ore del pomeriggio
il Vescovo compie la sua visita al nuovo Camposanto e là
gode di accompagnare lungo l'atrio sotterraneo gli avanzi
dell'ottimo Prevosto Piana che portati da quattro sacerdoti
vengono collocati nel definitivo sepolcreto dove i sacerdoti
riposeranno in sua compagnia.
Prima di allontanarsi Monsignore s'inginocchia presso quella
bara fortunata e ripete l'ultima preghiera. Il collegio
femminile presso il Monastero delle Rosminiane riceve poi
una sua fugace visita e dalla chiesa collegiata, dove ha
salutato il popolo parlandogli di Maria e impartendo la
solenne benedizione, si passa di nuovo all'Oratorio per
l' Accademia serale.
Il teatro è al completo, per numero e per eleganza
di uditorio. Riassumo di volo rinunciando ai particolari.
La musica ha interpreti felici in un gruppo di dilettanti
del borgo e di Novara che eseguirono con precisione svariati
pezzi per orchestra, sotto la direzione del dotto Sacerdote
M. Zaninetti.
Graziosi i dialoghi e i canti di alcuni padroncini di casa;
splendide le due cantate del tenor Bagarotti. L'attesa maggiore
era però per la commemorazione che il Teol. Cavigioli
doveva fare del Prev. Piana in onor del quale campeggiava
sul palco fra verdi piante un candido nuovo busto. La conferenza
Cavigioli fu smagliante per forma, densa di pensieri, elegante
per il periodare, forte per l'espressione con cui l'autore
ne diede lettura. I.'anima del caro Prevosto esultò
davanti i richiami del conferenziere applauditissimo come
di nuovo quando Mons. Vescovo chiudendo l'Accademia ne ripete
il nome additandone l'esempio.
Ed ora che autorità ecclesiastica, e popolo hanno
collaudato l'opera della nostra gioventù, l' oratorio
Prev. Felice Piana, il paese sappia corrispondere a tanti
sacrifici del Direttore Cur. Strola e dei benefattori tutti
facendo di quella casa un vero semenzaio di tutte le iniziative
destinate a preservare la gioventù dal vizio e dall'irreligione
ed a indirizzarla sul sentiero delle virtù religiose
e civili." -,
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In
questa sezione troverete la storia quasi centenaria dell'Oratorio
Parrocchiale Mons. Felice Piana di Borgomanero fondato nel
lontano 1909, le foto, le curiosità, gli assistenti
spirituali e i presidenti delle varie associazioni.
Sarà anche il punto di incontro tra le diverse generazioni.
I "vecchi" oratoriali potranno inviarci foto e
informazioni sui loro anni trascorsi in Oratorio (info@oratol.it).
Assistenti
dell'Oratorio
dal 1918
La
memoria
I
santi di Borgomanero
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