HomePage - Eventi - Incontro con Massimo Introvigne

Su 100 persone del borgomanerese, 98 non credono che il mondo finirà il 21 dicembre 2012, come vorrebbe la bislacca interpretazione di una presunta profezia del popola Maya; il 2%, invece ci crede.
Altre rilevazioni: l’86% guarda alla fine del mondo (a prescindere da quando avverrà) con speranza;  il 14% con disperazione.
Alla domanda «Pensi che il mondo finisca durante la tua vita?», il 94 dice «no», il 6% risponde «sì».
Il sondaggio è stato fatto la sera di venerdì 14 gennaio, nel salone Don Gianni Cavigioli dell’oratorio parrocchiale di Borgomanero, nel primo incontro su “2012, infinito-presente”, proposto dalla Commissione Cultura della parrocchia di San Bartolomeo e in particolare dal gruppo giovani. la prima serata è stato un successo: trecento partecipanti. Tutti all’ingresso hanno ricevuto due cartellini, di colore rosso e verde, usate per la rilevazione di cui s’è detto prima.
Ospite della serata è stato Massimo Introvigne, 55 anni, romano, sociologo, filosofo e scrittore, fondatore del Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur). Si è soffermato su “Millenarismi – previsioni nel tempo”. Introvigne è membro della sezione di Sociologia della Religione dell'Associazione Italiana di Sociologia ed è autore di una quarantina di libri, tra i quali L'Enciclopedia delle religioni in Italia, e centinaia di articoli nel campo della sociologia della religioni.
Il tema generale è stato introdotto da don Riccardo Zaninetti, l’ospite da Matteo “Cinzio” Riva; moderatore Matteo Della Vecchia. Il vice sindaco Ignazio Stefano Zanetta ha espresso il saluto del Comune.
Massimo Introvigne ha detto che oggi per “Millenarismi” si intende una data sulla fine del mondo, ma quando, in area protestante, nel XIX secolo, questo concetto venne espresso, si intendeva piuttosto “come” il mondo sarebbe finito: «Non si facevano date, ma si diceva che Gesù sarebbe ritornato sulla terra prima di un millennio di pace e di serenità, in cui il diavolo si sarebbe assopito; al termine del millennio, il diavolo si sarebbe svegliato in modo molto agitato (dopo un millennio di sonno tranquillo…) con guai e tentazioni per gli uomini. Il Cristo sarebbe allora nuovamente ritornato e questa sarebbe stata la fine del mondo».
Dal come si poi passati al quando con date precise: il 1840, il 1844 e ancora il 1914 (Testimoni di Geova), il 1925 e ancora tante altre volte, ma il mondo ha continuato a esistere e sempre si è sostenuto che «la profezia era stata male interpretata».
LA QUESTIONE 2012
Come si arrivati a pensare che i Maya avessero predetto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012?
«Vi è stata una lettura tutta particolare del calendario maya che finisce proprio nel 2012, ma in quanto finisce un ‘bachtum’ (un’epoca, ndr) e poi ne inizia un’altra e così si arriverebbe fino al 3.114 e poi si potrebbe continuare.
Notiamo poi che i maya non hanno affatto predetto il loro annientamento da parte dei Conquistadores ed allora come potrebbero essere oggi così affidabili?.
Non solo: interpellati popoli, su cui ancora si riverbera l’antica cultura maya, nessuno sa nulla di tutto questo».
Dunque, sono solo fantasie.
La Chiesa ha sempre condannato tutti questi “millenarismi”, ma nel contempo ha sempre affermato ogni uomo e il mondo hanno una fine «ma non è dato di sapere, né il giorno né l’ora».Ma Introvigne ha fatto un’osservazione: «Chi cerca, pur lontano dalla fede, qualche cosa riguardante la fine dei tempi, anche in modo inconscio, fa una considerazione religiosa e su questo si può sviluppare un dialogo da parte del credente».
Ha concluso: «Non sappiamo l’ora della fine, né della nostra, né dell’universo, ma solo alla fine di tutto avremo conoscenza del perché di tutto».

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