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San Bartolomeo

Nominato nei Vangeli sinottici e negli Atti come apostolo di Gesù, Bartolomeo (Bar Talmai = figlio di Talmai in lingua aramaica) pare identificabile con il Natanaele citato in un brano del Vangelo secondo Giovanni.
Avendo costui udito che Gesù proveniva da Nazareth, un misero villaggio vicino Cana, aveva esclamato: "Che cosa può nascere mai di buono da Nazareth?"
Si ricredette quando il Maestro gli disse d'averlo miracolosamente scorto "mentre stava sotto il fico"; rivelandosi il messia. Gesù l'accolse, e lo definì "un genuino israelita in cui non vi è frode".
L'episodio giovanneo dell'incontro di Natanaele con Gesù si riferisce certamente a rivalità della comunità protocristiana con il coevo, diffuso culto del dio Mitra: per il quale era sacro l'albero di fico.
In seguito Bartolomeo avrebbe intrapre- so lunghi viaggi di predicazione.
Nella sua Storia ecclesiastica, Eusebio narra che - alla fine del secondo secolo - era diffuso in India (cioè forse nelle regioni prossime all'Etiopia o all'Arabia) il Vangelo aramaico di Matteo, e gli fu detto che v'era stato divulgato da Bartolomeo.
Secondo una tradizione orientale, il santo sarebbe stato crocefisso o decapitato in Armenia, per ordine di re Astiage, di cui aveva convertito il fratello Polimnio esor- cizzandone la figlia.
Certi agiografi del VII sec. (Isidoro di Siviglia, ed il venerabile Beda) diffusero la leggenda della sua scorticafizione: per cui è raffigurato, con il coltello del martirio o scuoiato (come nella statua anatomicamente straordinaria nel transetto del duomo di Milano!) e considerato protettore dei pellai.
Dopo diverse traslazioni, nel 983 l'imperatore Ottone III portò le presunte spoglie mortali a Roma, nell'isola Tiberina, dove tuttora si venerano.


San Fortunato

Fortunato, prete, visse tra il IV ed il V sec. in Umbria a Turrita. un paese non lontano da Montefalco, 5400 abitanti, una cinquantina di km a sud di Perugia. Si guadagnava la vita lavorando la terra. Un giorno tra le zolle rinvenne due monete; mentre ritornava a casa, s'imbatte in un povero che gli chiese l'elemosina. Istintivamente trasse di tasca una di quelle monete, e si accorse dal bagliore che si trattava di oro. Nel timore di cedere all'avarizia, che detestava come uno dei peggiori peccati, distolse lo sguardo e pose il dono prezioso nella scarna mano dell'uomo.
Quando il santo morì, i compaesani presero la verga da lui usata per governare i buoi e la piantarono. Il legno secco mise prodigiosamente radici, rami e foglie, e divenne un albero grande ed ombroso.
A Montefalco gli fu dedicata una chiesa, situata al colmo dell'altura (474 m. slm) dove sorge il paese: una vera terrazza sull'Umbria, con veduta di campagne ubertose e splendenti di messi.

 

In questa sezione troverete la storia quasi centenaria dell'Oratorio Parrocchiale Mons. Felice Piana di Borgomanero fondato nel lontano 1909, le foto, le curiosità, gli assistenti spirituali e i presidenti delle varie associazioni.
Sarà anche il punto di incontro tra le diverse generazioni. I "vecchi" oratoriali potranno inviarci foto e informazioni sui loro anni trascorsi in Oratorio (info@oratol.it).

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